Ecco l’artigianato “giusto” per promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi

Fair_Trade_30-460x350MILANO –  Palestina, Israele ed Italia uniti in un progetto di cooperazione: presentata a Milano nell’ambito della World Fair Trade Week “ The water jar”, una linea di artigianato artistico che unisce i tre paesi, promossa da  COSPE, in collaborazione con l’associazione H20.  “The Water Jar” è una  tappa del programma “Fair trade, fair peace”, un percorso avviato da diversi anni in collaborazione tra le organizzazioni di commercio equo e solidale, la Berthlehem Fair Trade Artisans palestinese e Sindyanna of Galilee in Israele-  e mette insieme artisti e artigiani palestinesi, israeliani e italiani, come contributo al dialogo tra i popoli e al rafforzamento della pace giusta in Medio Oriente.  “Attraverso “The Water Jar” – afferma Gianni Toma, responsabile medioriente per COSPE,  affrontiamo il tema dell’acqua, non solo come bene comune dell’umanità, ma anche tema spinoso in termini di accesso all’acqua negato alla popolazione palestinese a causa dell’occupazione militare e civile di Israele. Allargando la distribuzione delle caraffe ai canali del design e dell’arredamento, contribuiamo a diffondere questi temi”

DESIGNER E ARTISTI – Negli ultimi mesi, sotto il coordinamento progettuale dell’Associazione H2O di Milano, 30 designer e artisti da Palestina, Israele e Italia hanno realizzato gratuitamente dei decori, ispirati al tema centrale dell’acqua. “Abbiamo raccolto la sfida di lavorare con queste due associazioni – dice Cintya Concari di H2O-  perché crediamo in un design “strategico”, un design sociale che vada incontro ai veri bisogni delle persone. Pensiamo in9oltre che il design serva a progettare meglio un artigianato di alta qualità e a dare un valore economico più alto” I 30 decori esprimono diversi concetti e sensazioni e diversi stili espressivi: dalla celebrazione dell’acqua come bene comune dell’umanità alla denuncia contro le infrazioni dell’occupazione militare e civile israeliana in Palestina. I decori sono stati dipinti su 30 caraffe in ceramica da alcuni degli artisti palestinesi. Le caraffe sono state realizzate nei celebri forni di Hebron, luogo di centenaria tradizione per le produzioni artistiche in vetro e ceramica. I cappellini artistici a copertura delle caraffe, inoltre, sono produzioni  in palma di dattero, intrecciate dalle sapienti mani di donne palestinesi e israeliane che vivono e lavorano insieme in Galilea, nell’area di Cana. La confezione che contiene le caraffe, infine, è prodotta in carta riciclata da un gruppo di giovani disabili di Betlemme.  “Fare questo progetto non è stato facile – dice infine Susan Sahori di BFTA- a causa della difficile situazione in Palestina e a causa del tema. Siamo riusciti ad avere 10 artisti palestinesi e 10 israeliani ed è stato davvero  un grande risultato e rispecchia il grande percorso  fatto con Sindyanna l’associazione israeliana”. In Italia, il percorso “Fair Trade, Fair Peace” entro cui si inserisce “The water jar”  è sostenuto da diverse istituzioni e organizzazioni della società civile: la ong COSPE, la Cooperativa Commercio Equo e Solidale di Lecce, la Cooperativa Ex Aequo e l’associazione Women di Bologna, l’associazione Ozzano Solidale, la Cooperativa Mondo Solidale e la Qut Band di Ancona, l’Istituto di Culture Mediterranee della Provincia di Lecce, la Regione Emilia Romagna.

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