Quando la carità trasforma il mondo: la storia di Giuseppe Moscati agli “Incurabili”

moscati4NAPOLI – Medicina e teatro si fondono insieme per raccontare la storia di Giuseppe Moscati agli “Incurabili”: una leggenda in camice bianco, la storia di un uomo laico prima che santo. Nel percorso espositivo del Museo delle Arti Sanitarie, allestito con il sostegno dell’Ordine dei Medici chirurghi ed odontoiatri di Napoli, non si rivivono solo oggetti e testimonianze dei suoi anni nella storica struttura sanitaria di Caponapoli, ma Moscati diventa protagonista di una pièce teatrale. “Giuseppe Moscati, un lampo nell’eterno” è un lavoro realizzato dall’Associazione Culturale NarteA in collaborazione con Gennaro Rispoli, direttore del Museo delle Arti Sanitarie. Una rievocazione storica in scena sabato 30 maggio 2015 (repliche a partire dalle ore 18:30) farà rivivere nelle sale a lui dedicate e nella Farmacia storica degli Incurabili la vita di un uomo che resterà impresso nell’eternità, poiché «non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo […]; e solo pochissimi uomini sono passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita».

 “PAPA FRANCESCO ELOGIA MOSCATI” – Nella sua visita a Napoli, lo scorso marzo, lo stesso papa Francesco ha elogiato l’esempio di Moscati, sottolineando «quanto è necessaria l’umanizzazione della medicina; quanto è importante per i medici avere questa sensibilità testimoniata da San Giuseppe Moscati nel trattare con gli ammalati e i sofferenti». Alla perdita di Moscati, Napoli perse un grande medico, un uomo di fede e di scienza, esempio di carità cristiana e grande innovatore nel campo della medicina e della ricerca ma sicuramente sono stati i poveri a perdere tutto. Moscati viene proclamato santo nel 1987 per il coraggio mostrato non solo nelle circostanze eccezionali, come l’eruzione del Vesuvio e l’epidemia di colera, ma soprattutto per quanto dimostrato nelle sfide di tutti i giorni, nella dedizione disinteressata verso malati e poveri. Non molti, a dire il vero, conoscevano Giuseppe Moscati: la maggior par­te si accontentò di veder confermato un punto essenziale dell’insegnamento conciliare, ossia che anche i laici sono chiamati alla santità e possono realizzarla nel mondo attraverso l’esercizio della loro professione secolare; qualcuno ne sapeva di più e poteva predicare a lungo sulle particolari virtù di questo “nuovo santo”; pochi sono stati disposti a confrontarsi con un dato irriducibile: la concezione di laicità vissuta e difesa da Moscati. Il suo amore fu per tutti, la sua coerenza evangelica fu emblematica, il sacrificio di sé fu ammirevole.

 A TEATRO – La pièce teatrale “Giuseppe Moscati, un lampo nell’eterno”, scritta e diretta da Febo Quercia, e interpretata dagli attori professionisti Raffaele Ausiello, Irene Grasso, Peppe Romano e Katia Tannoia, non vuole ricordare solo i gesti di un grande uomo ma la sua missione e la sua eco nel tempo: «Limitarsi a credere o meno alle sue gesta, chiude la vita nel tempo che passa e non impegna la persona nella sua responsabilità verso l’eternità dove siamo destinati in ogni caso a vivere – sostiene Febo Quercia – Moscati vedeva questo ‘limite’ accettato da tanti uomini, ne soffriva e andando controcorrente, seguiva la Verità, senza cedimenti o compromessi o reticenze».

 

 

 

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