Non sono invisibili: gli anziani sempre più impegnati nel volontariato

anziani_feliciROMA – Anziani ma non invisibili. Non ci stanno a essere considerati come un costo e un peso sociale. Vogliono partecipare, impegnarsi, conoscere, darsi da fare, mettersi in gioco. E, per questo, si fanno promotori dell’invecchiamento attivo, non più produttivi nel lavoro restano però impegnati nella società. Sono gli anziani descritti dal primo Bilancio sociale presentato da Auser, l’associazione per l’invecchiamento attivo nata nel 1989 dalla Cgil e dallo Spi, il sindacato dei pensionati, che conta oggi 304.899 iscritti, 1500 sedi in tutta Italia e 45.210 volontari impegnati. Nel paese più vecchio d’Europa con il 27,4% della popolazione che supera i 60 anni, percentuale  destinata a salire di oltre dieci punti nel giro di qualche decennio, la fotografia scattata dall’Auser racconta di una fascia di popolazione desiderosa di mettersi in gioco soprattutto dandosi da fare nel volontariato. Diverse le attività e le differenti forme di sostegno che l’Auser fornisce.  L’aiuto agli anziani più soli e fragili è il campo che vede più impegnati i nonni attivi con attività come la consegna di pasti, spesa e medicinali, l’accompagnamento, i piccoli aiuti in casa ma anche la semplice compagnia. Le 700 associazioni della rete Auser impegnate nel settore dell’aiuto alla persona sono per la maggior parte concentrate in Lombardia (321), seguita dal Veneto (115) e dalla Toscana (76). 16.534 i volontari atttivi in questo settore con il 40% rappresentato dalle donne.

“NONNI CIVICI” – Grande impegno dei volontari anche nei musei e nelle biblioteche per informazioni e sorveglianza, nei parchi e nei giardini, nelle isole ecologiche per la raccolta differenziata, davanti alle scuole come “nonni amici”. È l’area di attività che Auser chiama “volontariato civico”, rivolta a tutta la comunità di appartenenza, alla tutela e alla salvaguardia dei beni comuni. 15.000 i nonni civici coinvolti, per oltre 2.822.000 ore di volontariato e 451 associazioni attive. L’Emilia Romagna batte tutti con  7.713 volontari, seguita dalla Lombardia (2058), dalla Toscana (1511) e dal Veneto (1058). Meno attivi i nonni volontari al sud, con Puglia e Campania con 107 e 64 volontari impegnati. In tempi di sbarchi, le iniziative a sostegno dell’immigrazione con attività di insegnamento della lingua, di sostegno e di scambio culturale impegnano 131 associazioni della rete,  775 volontari,  per la maggior parte donne (85,81%).

“APPRENDIMENTO CONTINUO” Non solo impegno, cresce anche molto la voglia di apprendere in ogni fase della vita. Sono sempre di più gli anziani iscritti alle università popolari e ai circoli, seguono corsi e conferenze, fanno  visite culturali. Una tendenza che attraversa tutto il paese, con 111.820 anziani che frequentano le Università popolari e i circoli culturali Auser diffusi in tutto il paese. La voglia di conoscere si traduce anche in turismo. Viaggi, soggiorni climatici e gite coinvolgono quasi 85.000 persone. Le piccole escursioni da uno a tre giorni, quelle che tutti si possono permettere, anche i pensionati con scarso reddito, costituiscono circa la metà di tutte le iniziative turistiche (4.270), seguite dai soggiorni climatici e dalle cure termali (3.411).

SPORT E BENESSERE Infine, gli anziani hanno anche voglia di divertirsi, di ballare, giocare, seguire corsi di ginnastica dolce, partecipare a cori, fare teatro o musica. Tutte attività che combattono la solitudine, favoriscono la socialità e svolgono un ruolo importante anche nella prevenzione di malattie degenerative. Attività  ricreative che hanno coinvolto 1.781.277 partecipanti, rivelando una grande voglia di stare insieme e divertirsi anche se coi capelli grigi.

di Antonella Migliaccio

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