Banca del latte materno donato, le neomamme napoletane le più generose del Mezzogiorno

banca del latteNAPOLI- Niente fieno, nessuna stalla. Per quella che è una ‘fattoria’ molto speciale bastano appena pochi metri quadrati e tanto amore. Nella stanzetta del reparto di neonatologia dell’ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli di Napoli ci sono frigoriferi, congelatori, tiralatte professionali ed un pastorizzatore. Il tutto serve ad accogliere il latte umano donato da madri in allattamento. È la Blud, ovvero la banca del latte umano dedicata al nutrimento dei bambini nati prematuri. «E’ molto importante perché non solo stimola la crescita ma previene e riduce drasticamente possibili infezioni»,  spiega Gennaro Salvia primario dell’unità di neonatologia dell’ospedale Buon Consiglio. Il servizio partito nell’ottobre del 2013, conta ad oggi 80 mamme donatrici, mamme che dopo la fase di transizione, si accorgono di avere più latte di quello che serve al proprio bambino. L’alimento prezioso può essere donato da tutte le mamme che sono in buono stato di salute (chi vuole donare può prendere contatti dal sito internet ). A prendersi cura delle neomamme sono Valentina Mastropaolo la caposala del reparto di neonatologia e la sua vice Silvana Falso, che seguono passo passo le donatrici, che diventano tali solo dopo aver superato tutti gli esami clinici. «C’è tanta solidarietà intorno ad un gesto così naturale – spiegano le due infermiere – e noi non possiamo far altro che ringraziare queste mamme così sensibili».

LA PROCEDURA- Il servizio per il momento funziona solo nell’ospedale di Via Manzoni, «ci piacerebbe estendere il progetto anche ad altri ospedali perché ci chiedono il latte, ma per il momento per una questione di sicurezza non possiamo uscire dalla nostra banca», spiegano ancora Salvia e Mastropaolo. Le donatrici hanno in custodia per tutto il tempo della donazione una tiralatte professionale. Dopo aver riempito i biberon forniti dalla Blud le mamme congelano il latte. Grazie alla collaborazione del Comune di Napoli, il latte viene ritirato direttamente a casa della donatrice e portato in ospedale dalla ‘Napoli Sociale’ custodito in speciali frigoriferi da trasporto, per non interrompere la catena del freddo. Il latte giunto in ospedale viene poi pastorizzato e suddiviso nelle quantità idonee a nutrire i neonati prematuri. E proprio il latte delle mamme che hanno partorito prematuramente è quello più prezioso: «Il latte materno può avere effetti molto significativi sulla qualità delle cure e la promozione della salute. Anche per gli adulti, infatti, si riduce il rischio di ipertensione e diabete – spiega il dottor Salvia –. Confrontando i dati ci siamo accorti che dopo la Blud i neonati dimessi con latte materno sono passati da una percentuale dell’11.4 per cento al 57.1 per cento». La banca del latte dell’ospedale Buon Consiglio Fatebenefratelli è una delle poche al Sud (ce ne sono solo 8), ma con il maggior numero di donatrici e litri di latte (da gennaio a marzo sono stati consumati 75 litri di latte umano).

IL PROGETTO- La Blud nasce grazie all’aiuto di volontari: «Non abbiamo ricevuto sovvenzioni statali o regionali – sottolineano Valentina e Silvana – ma vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno aiutato tra questi alcune famiglie e il Cardinale Crescenzio Sepe che con una sua importante donazione ci ha aiutato ad acquistare gli ultimi macchinari per avviare la banca». A promuovere il progetto ‘mammanapoli’, anche l’associazione Germogliare onlus. Proprio in occasione dell’Expo 2015 l’associazione ha messo in campo ‘Sos allattamento, anche in viaggio’. Un servizio concertato con l’assessorato al lavoro e alle attività produttive del Comune di Napoli dedicato alle mamme-turiste che in un momento di vacanza sono senza pediatra. Attraverso un numero di telefono e una mail si potrà ottenere la consulenza dei pediatri della Banca del latte materno.

INFO E CONTATTI PER POTER DONARE

Il sito internet  

La pagina Facebook

 di  Maria Elefante

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