“Born invisible”, una mostra dedicata alle donne “senza voce” del Sud del mondo

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FIRENZE – Uno sguardo sulle giovani donne del Sud del mondo, normalmente escluse: è questo l’obiettivo di “Born Invisibile”, progetto fotografico ideato dalla fotografa canadese Sheila McKinnon e curato da Victoria Ericks.  Il suo sguardo va alla ricerca della grazia degli esseri, e li incontra al di là delle retoriche e delle angustie contingenti, al di là dei torti e dei delitti, comunque incancellabili: li vede nel loro esserci, li celebra in quanto dono di presenza che emerge e che si dà alla vita, alla gioia, malgrado gli stenti, le mancanze, la violenza, il dolore. La Robert F. Kennedy International House ospiterà la mostra fotografica il 9 aprile alle 18 a FIrenze. La mostra sarà aperta fino al 17 maggio 2015. “Born invisible” tratta dell’eredità, del silenzio, dell’inaudibile presenza di ragazze e donne senza una voce; anime ed esseri trascurati, i cui destini sono gestiti senza il loro consenso. Utilizzando una tecnica unica nel linguaggio artistico, McKinnon ha sviluppato il suo lavoro elaborando un processo creativo per cui ogni immagine può essere trasformata per diventare rappresentazione significativa di migliaia di vite. L’artista scopre “nuovi modi di vedere” le immagini senza abbandonare la potenzialità del contenuto compositivo. La mostra comprende una selezione di fotografie e due video di presentazione. La mostra Born Invisible aderisce alla VI edizione della Notte Blu, che si terrà a Firenze dal 6 al 10 maggio, per celebrare l’anniversario della nascita dell’Europa. In vista di Expo, i temi di quest’anno saranno il cibo e la cooperazione. Il cibo e l’acqua sono beni essenziali per le persone raffigurate nella mostra “Born invisible”, come emerge dai molti scatti che mostrano il cibo e i secchi d’acqua necessari per cucinare. In alcuni Paesi queste giovani donne vengono vendute e sono costrette a matrimoni combinati, per permettere agli altri membri della famiglia di avere cibo a sufficienza per sopravvivere.

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