Bimbi detenuti in Italia, l'appello di Terre des Hommes: "Aprire le Case Famiglia Protette"

carcereROMA – A quattro anni dall’approvazione della legge di riforma delle madri detenute con i figli, sono ancora una quarantina i bambini che vivono con le loro mamme nelle carceri italiane. Denunciando questa grave violazione dei diritti dell’infanzia Terre des Hommes e Bambinisenzasbarre esprimono forte preoccupazione per l’assenza di una politica nazionale realmente funzionale alla risoluzione di questo delicato e urgente problema. Al 30 giugno 2014 risultano essere 43 le madri detenute in Italia con al seguito i propri figli, per un totale di 44 bambini presenti nelle carceri. Nel 2011 una legge di riforma (n.62/2011) prevedeva per le detenute madri prive di una casa e con un profilo di bassa pericolosità le Case Famiglie Protette come alternativa al carcere, o alla carcerazione attenuata degli Istituti a custodia attenuata per detenute Madri (ICAM). «A tutt’oggi però – sottolineano le associazioni – non ne risulta aperta nessuna in Italia e i bambini rimangono in carcere, con gravi conseguenze sul loro benessere e corretto sviluppo».

LA DENUNCIA – All’assenza di Case Famiglia Protette – continuano le associazioni – fa da contraltare invece una politica ministeriale di forti investimenti in favore delle ICAM, che dal 2011 ad oggi sono diventate tre: Milano, Venezia e Cagliari. Tuttavia queste strutture hanno un costo elevato a fronte di evidenti inadeguatezze, rispetto alle esigenze di protezione, cura e crescita dei bambini ospitati. Si tratta infatti di Istituti detentivi, pur attenuati, l’utenza accolta è molto varia (donne incinte, madri con bambini, padri); e si riscontra un’ampia differenza di età dei bambini che possono accedervi (0 – 10 anni). Le Case Famiglia Protette risponderebbero al bisogno di un ambiente a misura di bambino, di un supporto efficace alla genitorialità e all’inserimento sociale delle madri, di una risposta variabile rispetto alle specifiche esigenze di età dei bambini accolti, nonché infine, di un minor costo di gestione. Pertanto si configurano come la soluzione migliore per le detenute madri con le caratteristiche definite dalla legge 62/11. Terre des Hommes, Aromainsieme e Bambinisenzasbarre chiedono che siano stornati dei fondi dal piano di costruzione delle nuove ICAM in favore delle Case Famiglia Protette. poiché «dato l’esiguo numero dei bambini presenti nelle carceri, infatti, poche Case Famiglia Protette identificate localmente potrebbero essere finalmente attivate e rese sostenibili se anche il Ministero riconoscesse ad esse un minimo contributo».

PER SAPERNE DI PIU’
Il sito di Terre des Hommes
Bambini senza sbarre

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *