Chikù, ecco il primo ristorante italo-rom

chiku00NAPOLI – È  il peperoncino rosso, ingrediente tipico della cucina partenopea, a unire due culture differenti – quella napoletana e quella romanì – che danno vita al progetto Chikù. A Scampia, periferia nord di Napoli, apre i battenti il primo ristorante multiculturale,  luogo di sperimentazione e di aggregazione. «C’è qualcosa di unico in questa iniziativa, oggi si parla bene di un luogo ricordato per i fatti di cronaca». È emozionata Emilia Gemito, tra le otto donne del progetto, che con il suo sorriso serve piccoli cupcake, rigorosamente con peperoncino di zucchero, preparati dalle sue colleghe. Si muovono frenetiche tra polpette di melanzane, sarme balcaniche e panini napoletani da servire agli ospiti arrivati a Viale della Resistenza per gustare le prelibatezze di una cucina fusion.

 

In Chikù, il talento culinario de La Kumpania, composto da un gruppo di donne rom e italiane, si accompagna alle attività pedagogiche e culturali dell’associazione “Chi rom e … chi no”, in un percorso di autosostenibilità. Il progetto è nato grazie ad un bando internazionale promosso da UniCredit Foundation ed Euclid Network, in collaborazione con Project Ahead, cofinanziato dalla Fondazione Con il Sud e dalla Fondazione Peppino Vismara. «Chikù – spiega Maurizio Carrara, presidente UniCredif Foundation – è una sfida da raccontare al paese intero. Con questa iniziativa si possono creare opportunità economiche all’insegna della legalità». «Di questi tempi – aggiunge Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione CON IL SUD – è leggermente controcorrente. Sicuramente questa sarà una bella storia da raccontare».

L’offerta è articolata: dalla ristorazione diurna e serale agli aperitivi e ancora servizi di catering per feste di compleanno e cerimonie. C’è la possibilità di frequentare corsi di cucina multiculturale e di cibo per l’infanzia. «Vogliamo essere un percorso di eccellenza – conclude Barbara Pierro, presidente dell’associazione Cho rom… e chi no – tra qualche anno vogliamo una stella Michelin all’ingresso».

Stefania Melucci

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