Richiedenti asilo, “Terzo settore in fondo”: cronistoria di un operatore sociale

terzo-settore-in-fondoNAPOLI – “Terzo settore in fondo: cronistoria semiseria di un operatore sociale precario” rappresenta l’esordio letterario di Marco Ehlardo che affronta il delicato tema dei richiedenti asilo. La storia prende forma a Napoli, si muove nel casertano, ma potrebbe essere ambientata in qualsiasi città italiana. Il copione sulle tragicomiche vicende non cambia da nord a sud, dove gli operatori sociali sono costretti a muoversi tra carenze economiche, lungaggine burocratica e incapacità politica degli amministratori locali. C’è tanta ironia nei pensieri del protagonista, il precario Mauro Eliah, alter-ego dell’autore, che si occupa di immigrati affidati ai centri di accoglienza. Una vita sospesa, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato. Protagonista del suo racconto è Thomas Compaoré, giornalista del Burkina Faso, torturato prima di arrivare nel Belpaese, dove è in attesa del permesso di soggiorno. Colto, intelligente, cerca di combattere la sua battaglia nel sottobosco del caporalato edile che si muove tra Napoli e Caserta. Sullo sfondo c’è la giornata mondiale del Rifugiato da organizzare, con le associazioni locali che provano a trovare spazio, sostenuti dal politico di turno.

Mauro è la voce di una generazione, sottopagata, sempre in bilico tra i limiti di un presente precario e sogni da raggiungere, magari dopo aver studiato per anni. E’ il racconto della precarietà di una generazione, quella dei over-30, che continua a seguire un sogno e fa fatica ad affermarsi nel lavoro. E’ una generazione che da anni continua ad alzare le spalle alla domanda: “Chi te lo fa fare? Perché non ti trovi un lavoro vero?”.  E’ una pagina amara e lucida allo stesso tempo sullo stato del terzo settore, diventato ormai azienda, costretto a seguire le logiche di mercato. 

Intorno a Mauro si alternano i personaggi più svariati: l’avvocato preparato e il giornalista alle prime armi, in cerca di storie da raccontare, il dirigente che ignora le procedure e l’assessore di turno con la sua frase sempre pronta “Mo’ bech’ io” (me la vedo io, faccio io) , troppo spesso sinonimo di lavoro triplo per l’operatore di turno . La narrazione di Ehlardo, schietta e leggera, consegna al lettore le criticità di un sistema: la storia verosimile – ma reale nelle dinamiche – ha un ritmo incalzante. Riesce a far sorridere, pur consegnando un quadro desolante dell’accoglienza e del sistema che ruota intorno, dove troppo spesso le ottime qualità di operatori dipendono dal politico di turno. “Terzo settore in fondo. Cronaca semiseria di un operatore sociale precario” di Marco Ehlardo, con una testimonianza di Tamara Ferrari, introduzione di Carlo Ciavoni, Edizioni Spartaco, è in libreria dal 29 ottobre.

 

PER SAPERNE DI PIU’
Il sito di Edizioni Spartaco

 

 

 

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