Dai laboratori napoletani una speranza per la cura del tumore ai polmoni

laboratorioNAPOLI – Arriva dal Cnr e dalla Seconda Università di Napoli una speranza per la cura del mesotelioma pleurico, uno dei tumori più aggressivi che colpisce i polmoni. È stato un gruppo di scienziati napoletani, infatti, a pubblicare una ricerca su una nuova terapia da applicare ai pazienti affetti da questa patologia.  Il mesotelioma pleurico è un tumore raro che non dà scampo. Se negli scorsi decenni, la malattia colpiva prevalentemente i lavoratori che erano stati a contatto con l’amianto e suoi derivati, negli ultimi anni l’aumento dei casi di questa patologia viene correlato ai roghi tossici che disperdono nell’aria fibrille di ethernit che, dopo essere state inalate, possono andare a depositarsi sulla pleura del polmone, causando – anche a distanza di molto tempo – l’insorgere di neoplasie maligne. Al momento, il farmaco maggiormente utilizzato dai pazienti affetti da mesotelioma è il cisplastino, un chemioterapico che viene spesso combinato con altre sostanze. Questa terapia, tuttavia, ha numerosi effetti collaterali che ne compromettono l’efficacia.

Sull’ultimo numero della rivista “Pharmaceutical Research”, invece, è stato pubblicato un articolo sul trattamento studiato dai ricercatori napoletani di Cnr e Sun che sembra fornire dati incoraggianti sulla cura del mesotelioma. Il lavoro è stato guidato dai Group Leader Nadia Diano e Damiano Gustavo Mita (del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Seconda Università degli studi di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi) in collaborazione con Stefania Crispi del Cnr di Napoli.

Lo studio è basato sull’uso del cisplatino unito al piroxicam, un farmaco anti-infiammatorio di uso comune. L’ efficacia del cisplatino è compromessa dalla sua tossicità che dipende dalla dose somministrata. In questo lavoro, invece, l’equipe napoletana ha lavorato ad un sistema di rilascio rallentato del cisplatino utilizzando nanoparticelle polimeriche ed ha valutato i suoi effetti su cellule di mesotelioma in coltura combinando il sistema con il piroxicam. Le nanoparticelle sono capaci di entrare nelle cellule tumorali e rilasciare il farmaco gradualmente. Lavorando in sinergismo con l’antinfiammatorio, il cisplatino intrappolato nelle nanoparticelle regola il ciclo cellulare innescando la morte cellulare programmata. Questa nanotecnologia utilizzata dai ricercatori di Sun e Cnr ha permesso di usare una dose di farmaco di circa due volte inferiore a quella normalmente utilizzata nella regolare chemioterapia ottenendo gli stessi risultati. Oltre ai Group Leader, lo studio ha visto la collaborazione di altri sette giovani ricercatori napoletani: Ciro Menale, Maria Teresa Piccolo, Ilaria Favicchia, Maria Grazia Aruta, Carla Nicolucci, Vincenzo Barba e Alfonso Baldi.

La scoperta ora dovrà passare alle successive fasi di sperimentazione prima di essere applicata per l’uso clinico sui pazienti: «A nostro parere – affermano i membri dell’equipe di ricercatori – l’efficacia di queste nanoparticelle in combinazione con piroxicam potrebbe rappresentare una nuova sfida per il trattamento del mesotelioma. Il prossimo step sarà effettuare studi su modelli animali e trials nell’uomo per identificare precisamente i rischi connessi all’utilizzo di  nanoparticelle e l’impatto reale di queste nuove strategie terapeutiche in pratica clinica».

di Francesco Catalano

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