L’altra faccia del Rione Traiano, tra l’impegno del volontariato e delle istituzioni scolastiche

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NAPOLI- La morte di Davide Bifolco, il diciassettenne del rione Traiano ucciso nella notte tra il 4 e il 5 settembre da un carabiniere, ha scosso l’intero quartiere. Una zona difficile di Napoli, dove la normalità spesso è lontana, anche se in tanti provano a lavorare sul territorio, in silenzio, senza clamore. Associazioni, cooperative e istituzioni scolastiche sono in prima linea per dare nuovo impulso al territorio e  contrastare le illegalità diffuse. “E’ un quartiere a rischio, in una città in difficoltà – spiega Angelica Viola, responsabile cooperativa Orsa Maggiore – qui ci sono tante persone perbene. Purtroppo dai media tradizionali e con il clamore di questi giorni non emerge quanto di silenzioso, costante stiamo facendo sul territorio”. Partirà ad ottobre, finanziato dalla Fondazione con il Sud, il progetto Press, Progetto rete educativa solidale per Soccavo, che unisce l’Arcipelago della solidarietà, le associazioni  Agrifoglio, Matematici per la città, la cooperativa Orsa Maggiore e l’istituto comprensivo Marotta. Sono 180mila euro i fondi messi a disposizione per combattere la dispersione scolastica, sensibilizzando i docenti, le famiglie e i ragazzi. “Lo sforzo – continua Angelica Viola – è costruire una comunità. La Fondazione ha saputo cogliere l’aspetto emergenziale del rione, della città, ma anche le potenzialità del nostro quartiere. Ha avuto la lungimiranza di intervenire qui ad agosto”.

Ci si rimbocca le maniche e si parte dai banchi di scuola per lavorare sui ragazzi e sulle famiglie, partendo dal clamore mediatico di questi giorni. Si prova a combattere la dispersione scolastica, lavorando prima con i docenti per una formazione differente e poi con gli studenti. Nello specifico è prevista la realizzazione di  laboratori didattici avviati in classe capace di continuare anche fuori dal plesso con materie tecnologiche e scientifiche che rappresentano il principale scoglio nel percorso di studio degli studenti.  “La difficoltà è legata ala percezione delle istituzioni in generale – spiega Domenico Mazzella di Bosco, dirigente dell’istituto Marotta -.  Bisogna lavorare con i ragazzi affinché capiscano il senso del limite e il ruolo delle istituzioni, a partire dal ruolo di noi scuola. Spiegare ai ragazzi che si lavora tutti insieme, tra le istituzioni, per la collettività è questo quello che facciamo a partire dal primo giorno di scuola”.

di Stefania Melucci 

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