In ricordo di Jerry Masslo, l’appello delle associazioni: “Serve un nuovo modello d’accoglienza per i migranti”

arci_masCASERTA.  Sanzioni più punitive contro il caporalato e una riforma immediata della legge Bossi-Fini. Sono alcune delle proposte emerse dalla tavola rotonda organizzata dall’Arci Campania a Villa Literno, nel casertano, per celebrare i 25 anni dalla morte di Jerry Masslo. “Non solo una giornata commemorativa – spiega la presidente dell’associazione campana Francesca Coleti – ma un’iniziativa politica per fare il punto su quello che ancora non va nel nostro Paese in termini di accoglienza e sostegno dei percorsi di inclusione degli immigrati”. Jerry Masslo, come riporta Redattore Sociale, lavorava alla raccolta di pomodori, quando fu ucciso nel comune casertano il 24 agosto del 1989. Da allora sono cambiate molte cose. “La politica si è accorta dello sfruttamento dei migranti, c’è stata una mobilitazione generale da parte di associazioni e volontari, ma c’è ancora tanto da fare”, spiega la Coleti. A partire dallo sfruttamento dei migranti nell’agricoltura, un dato “strutturale” della nostra economia: “Oggi il caporalato è punibile solo se accompagnato da atti comprovati di violenza, ma è ovvio che la tratta di essere umani è già di per sé una forma di violenza. Il male è reale ma le istituzioni non fanno nulla per contrastarlo”.

Oggi al comune di Villa Literno riunite per un modello nuovo di accoglienza che metta al centro gli immigrati come portatori di diritti e ricchezza, c’erano non solo le associazioni campane ma anche calabresi, a partire dalle organizzazioni impegnate sul caso di Rosarno, e alcune rappresentanze di Lampedusa. Dal dibattito, cui ha partecipato anche il prefetto Mario Morcone, è emersa la necessità di riformare la Bossi Fini, come annunciato dal premier Renzi appena insediato, di punire in maniera più esemplare chi sfrutta gli esseri umani, di potenziare in maniera adeguata il sistema di accoglienza e di accompagnamento dei migranti che arrivano sulle nostre coste. Il modello di riferimento, per i promotori dell’iniziativa di oggi, è il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), l’unico in grado di garantire un’accoglienza dignitosa. Il Sistema coinvolge in Italia 36 comitati territoriali Arci per un totale di 75 strutture e 1677 posti, mettendo a disposizione di chi cerca aiuto anche il numero verde800905570. In altre parole, un buon sistema di accoglienza per i richiedenti asilo c’è, ma bisogna farlo funzionare. “Si deve poter contare su una legislazione capace di far rispettare il diritto d’asilo”, precisa la responsabile campana dell’Arci.

Un altro problema, poi, è quello delle regioni, come la Campania, completamente assente sul fronte immigrazione. “La regione Campania – nota Francesca Coleti – non solo non aiuta la contrattazione tra le parti per il superamento dello sfruttamento del lavoro di manodopera immigrata, ma continua a disinvestire, trasferendo risorse ministeriali che sarebbero in linea di principio destinate all’immigrazione, ad altri capitoli di spesa, giustificando l’operazione in nome del patto di stabilità”. Proprio su questo l’Arci Campania interverrà in questi giorni con due decreti ingiuntivi, per fare in modo che i fondi pubblici dedicati al contrasto della tratta di essere umani non vengano trasferiti altrove ma realmente utilizzati per il loro scopo. Per non parlare di tutte le organizzazioni che vantano crediti enormi verso la regione Campania: solo all’Arci per i servizi svolti deve circa 500mila euro di arretrati. “Complessivamente parliamo di un debito di oltre un milione di euro che l’ente regionale ha da saldare con le associazioni e le coop impegnate in questo settore e che continuano praticamente a lavorare gratis”. Alla giornata di oggi seguiranno ogni anno iniziative pubbliche per ricordare Jerry Masslo e costruire insieme, istituzioni locali e associazioni, un modello diverso di accoglienza.

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