Vestire gli Ignudi: attori e senza fissa dimora in scena al Dormitorio

sposiNAPOLI – Il pubblico dentro la scena ha un’ora e mezza per “Mettersi nei panni degli Altri”, dove gli altri sono gli ultimi, uomini e donne rimasti indietro per inciampo della vita e hanno avuto occasione di trasformare la loro storia in racconto teatrale. L’occasione gliela ha offerta Davide Iodice, regista e drammaturgo che ha costruito con ospiti del Centro di Prima Accoglienza, diretto da Luigi del Prato e con i venditori del mensile di strada Scarp de’ Tenis “Mettersi nei panni degli altri – Vestire gli Ignudi”. Il lavoro,  presentato in prima nazionale durante il Napoli Teatro Festival Italia, è stato un evento di grande emozione per pubblico e critica. Allestita nei locali del Dormitorio Comunale, recupera forza e senso poetico grazie a lavoro scenico, ai costumi e alle maschere  di Tiziano Fario, la rappresentazione è un vero e proprio viaggio nelle stanze reali ed emotive  di persone che conoscono l’asperità della vita per strada.

Il viaggio è un cammino in sette ambienti del dormitorio e si snoda ai vari piani della struttura. Il pubblico segue le storie seguendo il filo rosso della narrazione e dell’emozione. Si è portati per mano e si prova la dannazione di chi è costretto a vestire  abiti d’altri smarrendo identità; si spera con la cartomante di aver in sorte un destino favorevole; ci si immedesima nella fatica del faticare del pescatore di coralli; si piange al dolore dello sposo che perde la sua sposa; si smarrisce il senso della proprietà nella storia dell’uomo che colleziona oggetti, ci si abbandona alla poetica della vita e della morte nel quadro in cappella; si amano i figli comunque essi siano riflettendosi nell’amore del corridore; ci si sente parte della stessa corsa nel finale corale che unisce al pubblico chi recita per mestiere e chi no:  Antonio Buono, Davide Compagnone, Luciano D’Aniello, Maria Di Dato, Giuseppe Del Giudice, Pier Giuseppe Di Tanno, Raffaella Gardon, Ciro Leva, Osvaldo Mazzeca, Vincenza Pastore, Peppe Scognamiglio, Giovanni Villani.

“Mettersi nei panni degli altri – Vestire gli Ignudi”, visto il bel successo registrato nel Napoli Teatro Festival,  sarà replicato durante la prossima stagione  dello Stabile di Napoli, fa parte della trilogia “Che senso ha se solo tu ti salvi” ed è il primo movimento di un lavoro che Davide Iodice ha sviluppato  in blocchi  ispirato alle “Sette Opere di Misericordia” di Michelagelo da Caravaggio. Il secondo movimento, intitolato  “Visitare i detenuti e curare gli ammalati” e realizzato sotto forma di video-documento verrà proiettato allo Start il 17, 18 e 19 giugno e mostrerà il lavoro laboratoriale sperimentato  nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Secondigliano.

di Laura Guerra 

 

 

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