Rapporto Astalli: +60% domande asilo

Appello-della-Caritas.-In-strada-13mila-rifugiatiRoma – Le domande d’asilo presentate in Italia nel 2013 sono state 27.830, il 60% in più rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dal rapporto annuale del Centro Astalli secondo il quale nel 2013 le domande d’asilo presentate in Europa sono aumentate del 32%. Il principale Paese d’origine dei richiedenti asilo nella Ue è la Siria.   È quanto emerge dal rapporto annuale del Centro Astalli, presentato al Teatro Argentina di Roma.  «Il rapporto – spiega padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli – è un modo per dar voce a persone che spesso sono nascoste nell’indifferenza. È triste che la politica, preoccupata del consenso, non parli di rifugiati. Non accettiamo più l’accoglienza emergenziale che si sta praticando in questi giorni in Italia». Nel 2013 sono sbarcate sulle coste italiane 42.925 persone, ma le domande d’asilo sono state molte di meno: 27.830. E se si considerano le statistiche relative ai soli rifugiati siriani, si ha un dato impressionante: hanno presentato domanda d’asilo nel nostro Paese appena 695, contro i 16.317 che l’hanno fatto in Svezia e gli 11.851 che si sono rivolti alla Germania.

Il sistema di accoglienza e soprattutto di integrazione, secondo il Centro Astalli, presenta notevoli difficoltà. «Molti titolari di protezione si trovano di fatto abbandonati a loro stessi, con ben poche opportunità di crearsi un percorso autonomo», si legge nel rapporto. Cresce anche il disagio abitativo. Il fenomeno delle occupazioni, particolarmente grave a Roma, è in crescita esponenziale: «L’esigenza più sentita è quella della domiciliazione al fine di effettuare l’iscrizione anagrafica nel comune di Roma – spiega il rapporto -: un passaggio burocratico di grande rilevanza per poter avere accesso ai diritti sociali». Il 2013 è stato definito è l’ «anno tragico». A partire da Roma, dove a gennaio sono morti due rifugiati somali in un sottopassaggio. «Fuggiti dai pericoli vissuti nel loro Paese hanno perso la vita proprio dove avrebbero dovuto trovare protezione e aiuto».

 

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