Pensionati, percorso a ostacoli per il Cud

ROMA – Anche per i pensionati residenti all’estero sono stati previsti numeri telefonici dedicati al quali si può chiedere l’invio a domicilio della certificazione Già quando lo si riceveva a casa incuteva un certo timore: la busta che conteneva il Cud annunciava l’inizio di un iter che portava alla dichiarazione dei redditi. Adesso quella busta non la riceveremo più. L’Inps ha annunciato da tempo che, a partire da quest’anno, la legge di stabilità prevede l’eliminazione dell’invio automatico del Cud cartaceo. Quindi per motivi di risparmio il servizio cambia e ci si affida ai canali telematici. Il punto è che il percorso non è sempre esattamente semplice. Basta rileggere le indicazioni contenute nel sito dell’Inps per rendersi conto che l’operazione non è proprio di immediata realizzazione. «Il cittadino — recita testualmente il sito — potrà visualizzare e stampare il proprio Cud direttamente dal sito istituzionale www.inps.it secondo il seguente percorso: Servizi al cittadino – inserimento codice identificativo PIN – Fascicolo previdenziale per il cittadino – Modelli». Ecco, il primo ostacolo è il Pin: che cos’è? Dove lo trovo? Come faccio a inserirlo? Lo si può richiedere in una sede Inps, lo si può chiedere al contact center 803.164 oppure lo si può ricavare dal sito Inps alla sezione «Servizi/Pin online». Una volta ottenuto «l’ambito Pin», si può passare a scaricare il documento. Ma siamo sicuri che il popolo dei pensionati sia del tutto capace di un percorso cosi tecnologico? A parte i «nonni telematici», bravi su Internet quanto i ragazzini, come si orienteranno i pensionati con minor dimestichezza con il web? Per venire incontro alle esigenze di costoro, l’Inps attivato un numero verde (800.43.43.20) che è possibile chiamare per chiedere di ricevere a casa il «vecchio Cud» cartaceo. Altro ostacolo: il servizio, attivo 24 ore su 24, è in modalità completamente automatica e la voce metallica non è sempre perfettamente «accogliente» per gli anziani che chiedono delucidazioni o devono seguire l’esatta procedura. Per poter sentire la voce umana di un operatore del Contact Center, bisognerà telefonare (mettendo in conto un bel po’ di attesa) dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 ed il sabato dalle 8 alle 14.

Chi avrà voglia di muoversi, potrà andare in una qualsiasi sede territoriale dell’Inps — comprese quelle ex Inpdap ed ex Enpals — dove dovrebbero trovare almeno uno sportello veloce dedicato al rilascio del Cud cartaceo, indipendentemente dalla gestione previdenziale. Questo però entro il mese di marzo. Da aprile, dipenderà dalla sensibilità delle varie sedi Inps il mantenimento o meno della «corsia preferenziale Cud». Se invece siete frequentatori abituali degli uffici postali, potrete chiedere direttamente lì il vostro Cud, ammesso che il vostro ufficio sia tra quelli abilitati (c’è un elenco sul sito dell’Inps). Piccolo dettaglio: c’è un «obolo» da 3,3o euro da pagare (Iva compresa). Gli utenti ultraottantacinquenni, titolari di indennità di accompagnamento, invece possono richiedere telefonicamente, all’operatore dello Sportello Mobile della propria sede Inps l’invio a domicilio del certificato reddituale. Infine si potrà andare a ritirare il documento fiscale al posto del genitore o del parente infermo o impossibilitato a patto di esibire il proprio documento identificativo, la delega e la fotocopia del documento di riconoscimento dell’interessato. Uno scenario che alimenta un’unica, forte speranza: che il risparmio generato da questo «taglio» serva a giustificare i disagi e gli inevitabili contrattempi che questa scelta comporterà.

Isidoro Trovato per il Corriere della Sera (edizione del 7 marzo 2013)

 

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