Spazio sociale negato, i cittadini occupano la struttura comunale

NAPOLI. Uno spazio della città al servizio dei cittadini. Villa Medusa a Bagnoli, storico palazzo, donato al Comune da un privato, ma per fini unicamente sociali, è stata da sempre simbolo di socializzazione e aggregazione del territorio flegreo, nonché centro sociale per gli anziani. Qualcosa, però, non ha funzionato e dal 19 gennaio è stato occupato da studenti, lavoratori e disoccupati con la richiesta di riattivare i servizi prima presenti, rivalorizzare l’edificio e finalmente restituire al quartiere quella che era una delle attività sociali tra le più significative e più importanti di tutta la città di Napoli. «Nel 2008 le associazioni presenti nella villa sono state sgomberate – spiega Vincenzo Iaccarino uno degli occupanti di Villa Medusa-  e sono stanziati milioni di euro per il restauro della struttura, fondi già contabilizzati nei bilanci del Comune, ma mai nessuna ditta ha iniziato i lavori nell’edificio, che negli anni ha continuato a versare in una situazione di crescente decadenza». Lo stabile è stato successivamente inserito dal Comune di Napoli tra gli edifici demaniali in vendita. Proprio il rischio di una svendita ai privati da parte dell’Amministrazione Comunale, è stato uno dei motivi che ha portato le decine di persone a occupare il palazzo.  Una prima vittoria, però, è già stata raggiunta: Villa Medusa non è stata inclusa nel nuovo piano di riassesto del Comune che prevedeva la vendita di alcuni beni pubblici. Gli occupanti hanno dichiarato che non abbandoneranno l’occupazione fin quando non ricominceranno i lavori e verrà creato un tavolo tra le istituzioni e il comitato degli occupanti, al fine di garantire la restituzione e la reale riqualificazione di uno dei più importanti beni del quartiere di Bagnoli.

di Rosa Ambrosio

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