Libertà di stampa, Italia 57ma alle spalle di Niger e Botswana

ROMA. Si rinnova l’ appuntamento con Reporter senza frontiere per la Classifica della Libertà di Stampa nel mondo. Nel 2013, si ritorna a una situazione di “normalità dopo gli avvenimenti della cosiddetta primavera araba. “La classifica di quest’anno- si legge nel rapporto- rappresenta una più attenta riflessione degli atteggiamenti e delle intenzioni dei governi nei confronti della libertà degli organi di informazione a medio e lungo termine”. Finlandia, Olanda e Norvegia, detengono ancora le prime tre posizioni della speciale classifica, in cui si attestano, nuovamente, nelle ultime posizioni TurkmenistanCorea del Nord e Eritrea «La Classifica della Libertà di Stampa 2013 pubblicata da Reporter senza frontiere- ha dichiarato il segretario generale di RSF Christophe Deloire- non prende in considerazione diretta il tipo di sistema politico; risulta chiaro tuttavia che le democrazie offrono una migliore protezione alla libertà al fine di produrre e far circolare notizie e informazioni accurate, rispetto ai Paesi dove i diritti umani vengono spesso sbeffeggiati.Nelle dittature, gli organi di informazione e le famiglie dei rispettivi staff sono esposti a rappresaglie spietate, mentre nelle democrazie i media devono fare i conti con le crisi economiche del settore e i conflitti di interesse. Le loro situazioni non sono sempre confrontabili, ma – conclude Deloire- dovremmo ad ogni modo rendere omaggio a tutti coloro i quali resistono alla pressione, sia essa aggressivamente concentrata, individuale o generalizzata». Situazione di stallo nel vecchio continente, con l’Italia che si attesta 57imo posto alle spalle, tra gli altri di Niger, Papuasia-Nuova Guinea e Botswana. “La cattiva legislazione osservata nel 2011 è proseguita –si legge nel rapporto- soprattutto in Italia (57, +4), dove la diffamazione deve ancora essere depenalizzata e le istituzioni ripropongono pericolosamente “leggi bavaglio”.

di Walter Medolla

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La classifica

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