«Pizzo», i conti non tornano: dimezzate le denunce, ma in aumento i roghi dolosi

PALERMO – A Palermo aumentano gli incendi dolosi e diminuiscono le denunce da parte di commercianti e imprenditori. Sono i dati diffusi dal questore Nicola Zito, nel tradizionale bilancio di fine anno, che segnano una riduzione della collaborazione da parte della società civile nel contrasto alla criminalità mafiosa che impone il pizzo. Nel 2011 le denunce sulle estorsioni subite erano state 34, quest’anno 18, il 47% in meno. Calano le denunce, nonostante gli incendi dolosi siano aumentati da 207 nel 2011 a 231 nel 2012, quasi il 12% in più.

SCIPPI E BORSEGGI – In aumento rispetto al 2011 anche gli scippi, i borseggi, i furti in abitazione e le rapine in banca. Gli scippi nel 2011 erano stati 384, nel 2012 404. Per i borseggi il 2012 ha visto 1.237 denunce, rispetto ai 759 del 2011. Anche i furti in appartamento sono aumentati del 30%, passando dai 911 del 2011 ai 1.192 nel 2012. In leggero calo i furti di automobile: lo scorso anno erano stati 1.785, contro i 1.641 di quest’anno, con un meno 8%. Del 21% sono aumentate le rapine in banca, passate da 19 nel 2011 a 23 nel 2012.

MENO OMICIDI – Diminuiscono gli omicidi: 5 nel 2011, 3 nel 2012. In diminuzione anche le violenze sessuali: nel 2011 erano state 55 le denunce, nel 2012 sono 22, con un calo del 60%. «Aumentano i reati predatori, come scippi e borseggi, segno quest’ultimi della crisi economica diffusa che quest’anno ha impegnato non poco le forze dell’ordine anche sul fronte dell’ordine pubblico – ha detto il questore Zito – La lotta al contrasto alla criminalità ha dato buoni risultati visto che sono aumentati anche gli arresti». «I dati sono chiari: la crisi non è superata – ha aggiunto – e le tensioni sociali saranno ancora presenti visto che ci sono scadenze importanti. Noi ci faremo trovare pronti, con la preparazione e la professionalità mostrata in tutti questi lunghi mesi di vertenze: dalla Gesip alle società partecipate del Comune alle tante manifestazioni che si sono tenute davanti alla presidenza della Regione».

di Redazione online (corrieredelmezzogiorno.it)

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