Scambio di flebo, muore neonato: 20 indagati

ROMA. La Procura di Roma ha disposto un nuovo esame autoptico sul corpo del piccolo Markus, morto il 29 giugno nel reparto neonatale dell’ospedale San Giovanni di Roma per una somministrazione di latte in endovena. Ci sarebbe uno scambio tra una flebo di latte e soluzione fisiologica a causare il decesso del piccolo degente, nato prematuro. Giovedì mattina il procuratore aggiunto Leonardo Frisani incaricherà il dottor Saverio Potenza del Policlinico di Tor Vergata di compiere la nuova autopsia. Al momento sono venti indagati che, con i propri legali, possono partecipare con i propri periti all’autopsia: 7 medici e 13 infermieri. La Procura di Roma è stata avvisata della morte del piccolo solo il 3 luglio, quando è giunta sul tavolo del magistrato la relazione della direzione sanitaria dell’ospedale San Giovanni, dove si sottolineava l’errore di somministrazione del latte per endovena che invece doveva essere somministrata con un sondino direttamente nello stomaco.

NUOVA AUTOPSIA – Adesso si deve chiarire chi ha materialmente commesso l’errore che ha provocato la morte del piccolo neonato. Il pubblico ministero Michele Nardi, appresa la notizia, è intervenuto bloccando la cremazione del corpicino di Markus che stava per essere eseguita al cimitero di Prima Porta. Secondo quanto si è appreso, uno dei medici in servizio al reparto di neonatologia nella notte del 29 giugno, dopo la morte del piccolo, ha segnalato l’opportunità di eseguire un’autopsia allo stesso ospedale, ma questa, si legge nella relazione inviata alla Procura, non sarebbe stata eseguita perché i genitori erano contrari per motivi religiosi.

I GENITORI LO HANNO SAPUTO DEL CASO DAI GIORNALI – I genitori del piccolo Markus, il neonato morto all’ospedale San Giovanni per una somministrazione di latte per endovena, hanno saputo del caso di malasanità leggendo il giornale. I due sono una coppia di filippini che, accompagni dall’avvocato nella Procura di Roma, hanno chiesto se il caso di cui parlavano telegiornali e quotidiani si riferiva proprio alla morte del loro piccolo figlio nato prematuro. Secondo quanto hanno raccontato ai giudici, i due genitori non erano stati messi al corrente dell’errore nella somministrazione del latte. Il latte doveva essere somministrato con un sondino nello stomaco ed è stato invece iniettato per endovena. Inoltre, il personale sanitario avrebbe cercato per oltre un giorno e mezzo di rimediare all’errore mettendo in atto una terapia per salvare il piccolo. Qualcuno ha avvisato il medico del reparto di neonatologia che, a sua volta, ha ritenuto di iniziare la terapia che ha poi portato al decesso del piccolo Marcus, nella notte tra il 29 e il 30 giugno. Sempre ieri, i genitori di Marcus hanno presentato un’istanza alla Procura per riottenere la salma.

IL CODACONS OFFRE ASSISTENZA LEGALE GRATUITA ALLA FAMIGLIA – Il Codacons offre assistenza gratuita ai genitori del bimbo e annuncia la costituzione dell’associazione come parte offesa nel futuro procedimento. “Abbiamo deciso di inserirci nel processo non solo come Codacons, ragion per cui ci costituiremo parte offesa come associazione, ma anche a sostegno della famiglia del neonato, cui oggi offriamo assistenza legale gratuita – spiega il presidente Carlo Rienzi – riservandoci di far pagare la totalità delle spese legali ai reali responsabili del tragico errore che emergeranno dal processo. Difenderemo i genitori del bambino morto al San Giovanni. Questo perché tutte le posizioni deboli meriterebbero una efficace difesa in giudizio, specie quando dai singoli episodi emergono rilevanti problematiche sociali o di interesse generale, come nel caso di un grave errore medico o della crisi economica che porta a gesti estremi”.

 di redazione

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